Tuesday 26th of September 2017

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Disturbi psicotici PDF Stampa E-mail

Il disturbo psicotico viene definito come un grave disturbo mentale caratterizzato da profonda incapacità Psicosinell'affrontare la realtà. I sintomi della psicosi sono i deliri, le allucinazioni, l’eloquio disorganizzato, il comportamento catatonico e/o disorganizzato, l’apatia, l’anedonia, l’affettività coartata.
La caratteristica principale dei disturbi psicotici è l’incapacità nel distinguere il reale dall’irreale.
Ne consegue che chi soffre di questo disturbo vive una “profonda incapacità nell'affrontare la realtà” giacché perde il contatto con essa.

Benché siano riconosciuti gli effetti di uno squilibrio biologico che va curato farmacologicamente, nondimeno gli studi relazionali hanno individuato alcuni giochi familiari inconsapevoli facilitanti l’emergenza del disturbo psicotico.
Infatti, spesso nelle famiglie in cui vive un paziente psicotico si ritrova uno stile comunicativo disfunzionale ovvero caratterizzato dal “doppio legame”.

Con questa locuzione si intende un situazione caratterizzata da comunicazioni paradossali precoci, ripetute nel tempo entro un contesto affettivo molto significativo. Esempio tipico di una comunicazione paradossale è la frase “sii spontaneo”. In mancanza di ulteriori chiarimenti e se ripetuta per molto tempo, questa comunicazione è, come afferma Bateson, “indecidibile”: l’individuo non può letteralmente “decidere” quale significato abbia un messaggio che nel momento in cui si fa quello che la frase chiede, al contempo non lo si fa (in quanto si perde la spontaneità obbedendo alla frase) e, viceversa. Un contesto di comunicazioni e interazioni caratterizzato dal paradosso, “lega” i soggetti dell’interazione in un contesto relazionale disfunzionale e paradossale, in cui l’anello più debole della catena (usualmente il figlio) mostra i segni di una schizofrenia che appartiene a tutto il sistema familiare, ma di cui egli è il “portavoce” più evidente.

Altre caratteristiche sono l’invischiamento familiare e atteggiamenti relazionali caratterizzati da ostilità, rifiuto, ipercriticità.
L’interconnessione tra patologia psicotica individuale e rapporti familiari, rendono necessario un intervento terapeutico che – oltre la farmacoterapia individuale per il paziente pscotico- interessi e accolga tutto il nucleo familiare affinché si modifichino, nel rispetto dei tempi familiari, quei giochi relazionali che nutrono il disturbo.

 

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